Fiumi e ponti

Le ricerche sui ponti e sulle soluzioni idrauliche dopo l'alluvione del Misa 2022

Senigallia (AN), 19 settembre 2022 – I danni causati dall'alluvione che ha colpito le Marche il 15 settembre 2022. Di Protezione Civile.

Senigallia (AN), 19 settembre 2022 – I danni causati dall'alluvione che ha colpito le Marche il 15 settembre 2022. Di Protezione Civile.

In questo capitolo sono raccolte informazioni riguardanti le casse di espansione previste per la mitigazione degli impatti di nuove alluvioni e il ruolo che hanno avuto i ponti nel 2022, stando ai dati raccolti finora dai gruppi di lavoro.

Le casse di espansione

Una delle principali soluzioni ingegneristiche dal mettere in campo a valle dell'alluvione del Misa del 2022 è sicuramente la realizzazione di casse di espansione. È stato quindi elaborato dall'Università Politecnica delle Marche il rapporto Studi di supporto alla progettazione di opere di mitigazione del rischio idraulico del sistema Misa-Nevola, su commissione della struttura commissariale della Regione Marche.

Obiettivo principale: Progettare un sistema di opere per mitigare il rischio di esondazione, con particolare focus sulla riduzione della portata di piena con tempo di ritorno 200 anni a valori inferiori a 300 m3/s per proteggere Senigallia.

Soluzione generale: l'obiettivo viene raggiunto con una portata finale di circa 295 m3/s, utilizzando un sistema di 8 casse con capacità totale di 8,9 milioni di metri cubi.

Filosofia del progetto

  • riduzione del numero di casse rispetto al precedente assetto di progetto del 2016
  • aumento della capacità di invaso
  • opere con minime componenti meccaniche
  • utilizzo dell'orografia esistente quando possibile
  • compromesso tra ingegneria tradizionale e naturalistica

Interventi principali

  • 8 casse di espansione distribuite su Misa e Nevola
  • rifacimento della maggior parte dei ponti (eliminazione delle pile in alveo)
  • sistemazione degli argini nel tratto a valle della confluenza

Elenco delle casse di espansione previste

In tabella sono riportati: a sinistra il riferimento spaziale rispetto ai fiumi e alla confluenza Misa-Nevola, al centro la località geografica e a destra il volume in metri cubi previsto per la cassa.

Riferimento Misa-Nevola

Località

Volume

(106 x m3)

Fiume Misa

(a monte della confluenza)

Pancaldo

0,58

Fiume Nevola

Sistema Ponte Lucerta

1,34

Cassa ZIPA

0,34

Fiume Misa

(a valla della confluenza)

Confluenza

1,57

Precassa

0,51

Bettolelle

0,85

Marazzana

2,15

Borgo Catena-Cannella

1,58

Criticità residue

  • Persistenti esondazioni nel Misa a monte della confluenza (Pianello, Casine)
  • Esondazioni nel Nevola tra Ponte Lucerta e Passo Ripe
  • La sola cassa di Pancaldo non è sufficiente per il tratto a monte

Strategia di realizzazione

  • Priorità alla cassa di Marazzana per efficacia immediata
  • Realizzazione graduale secondo scenari transitori analizzati
  • Coordinamento con rifacimento ponti e sistemazione arginale

I ponti

Al fine di studiare che ruolo possano aver avuto i ponti durante l'alluvione del Misa del 2022 sono stati analizzati in una prima fase 78 ponti. In particolare, sono stati rilevati gli attraversamenti all’interno del bacino dei fiumi Misa e Nevola, i ponti sul torrente Sanguerone appartenente al bacino dell’Esino, tra Sassoferrato e Monterosso Stazione, i ponti sul fiume Cesano nel territorio dei Comuni di Pergola e di Serra Sant’Abbondio e alcuni ponti sul fiume Burano all’interno del bacino del fiume Metauro, nella zona di Cantiano.

Uno degli scopi delle analisi è stato l'individuazione e la comprensione dei principali fenomeni idraulici che hanno portato al danneggiamento o al collasso dei ponti.

L'altro scopo è stato l'individuazione delle tipologie ed entità di danno connesse a tali fenomeni.

I danni sono stati suddivisi in due tipologie:

  • danni funzionali che non compromettono l’integrità strutturale del ponte;
  • danni strutturali che compromettono l’integrità strutturale del ponte (come cedimenti di fondazione, spostamenti dell’impalcato per effetto del carico idrodinamico, danni da urto particolarmente critici, ecc., ma che non hanno portato al collasso della struttura) e i crolli veri e propri.

I ricercatori

Coordinamento: Giovanna Darvini, Università Politecnica delle Marche

Al gruppo di lavoro partecipano ricercatori dell’Università Politecnica delle Marche (Dipartimento di Ingegneria Civile Edile e di Architettura), del Politecnico di Milano (Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale), della University of Strathclyde (Department of Civil and Environmental Engineering and the Center for Intelligent Infrastructure), dell’Università di Padova (Dipartimento di Ingegneria civile, edile e ambientale), del Consorzio Fabre. Partecipano inoltre alle attività professionisti della società Arup.

«... poi l’idea che, aggregando, oltre ad avere più informazioni avremmo potuto fare un servizio alla comunità locale. Laddove le informazioni singole sarebbero di minore (o nullo) interesse»

Giovanna Darvini
Università Politecnica delle Marche